Dopo 4 mesi di raccolta firme per una nuova legge elettorale di iniziativa popolare abbiamo consegnato le sottoscrizioni negli uffici della presidenza del Consiglio Regionale della Sardegna. Nel successivo incontro il Presidente Comandini, ci ha comunicato di aver già dato disposizioni affinché il testo della nostra proposta sia trasmesso alla commissione consiliare competente.
Era il nostro obiettivo.
Non c’è in Sardegna, a differenza di altre regioni, una legge che regoli la presentazione di leggi di iniziativa popolare, benché questa prerogativa del popolo sardo sia stabilità nello Statuto dell’ Autonomia. Non esiste dunque neanche una norma che stabilisca il numero di firme necessarie.
Abbiamo rappresentato al presidente che, in rapporto alla popolazione le 8189 firme raccolte sono significative e, in proporzione, ben al di sopra di quelle richieste in altre regioni per la presentazione di leggi di iniziativa popolare. Abbiamo ribadito che la mancanza di una legge regionale adeguata non può limitare il diritto dei sardi di utilizzare questo importante strumento di partecipazione e anche su questo crediamo che il Consiglio regionale debba intervenire.
Comunque, ora la nostra proposta di modifica della legge elettorale è nelle mani del Consiglio regionale che, come è normale, esercitando le sue funzioni, deciderà cosa farne.
Noi sappiamo che in questo momento ci sono altre proposte, così come sappiamo che finalmente è in atto in Sardegna un dibattito ampio, al quale abbiamo decisamente contribuito, che individua posizioni diverse ma tutte convergenti su un punto: la legge elettorale in vigore deve essere modificata perché non si può ancora a lungo privare il popolo sardo di un consiglio regionale rappresentativo. Le soglie di sbarramento, che eliminano le minoranze non allineate dentro le grandi coalizioni sono una vergogna. I premi di maggioranza che distorcono pesantemente il voto espresso dai sardi non sono tollerabili e tolgono autorevolezza e credibilità allo stesso Consiglio.
Noi pensiamo che la nostra iniziativa e la nostra proposta contribuiscano a tenere alta l’attenzione su questo tema e ad evitare che, come è successo per tanti anni, la questione della legge elettorale sia tenuta sotto silenzio. Pensiamo sia doveroso che il Consiglio regionale intervenga tempestivamente evitando che si vada ancora al voto con una legge indegna e vergognosamente antidemocratica.
Ringrazio con tutto il cuore tutti i cittadini che hanno firmato e che hanno organizzato, i comitati che hanno aderito, gli avvocati e consiglieri comunali che hanno autenticato, coloro che hanno attraversato la Sardegna per consegnare e poi ritirare i moduli certificati dai Comuni.
E’ stata una bella pagina di partecipazione, militanza, cittadinanza. Avanti così, con coerenza, dignità e passione, senza vendersi a nessuno.
Lucia Chessa segretaria nazionale Rossomori de Sardigna, presidente della rete SarDegna Iniziativa Popolare





