Domenica 14 dicembre, a Birori, si è riunita l’assemblea degli iscritti RossoMori de Sardigna.
Noi siamo un partito e lo affermiamo con un certo orgoglio rifiutando quella facile antipolitica spesso finta e strumentale ad inconfessate arrampicate.
Rivendichiamo la dignità della militanza, della partecipazione e dell’impegno gratuito, esente da interessi personali e profuso esclusivamente per una passione ed un dovere civile che ci anima da molti anni. Noi non partecipiamo del discredito che, con qualche ragione, ha coperto il mondo dei partiti e ha portato a livelli di astensione al voto che si avvicinano al 60%. Non siamo responsabili di quel discredito e non vogliamo pagare conti altrui. Chi si iscrive ai RossoMori de Sardigna sa che non c’è niente da prendere, ma solo molto da dare, con attenzione esclusiva a quello che è, secondo la nostra visione, il bene e l’interesse comune.
Siamo un Partito Sardo e per noi la dimensione territoriale non è un caso, né un ripiego, né una diminuzione. Viceversa. Pensiamo che il livello locale sia ormai l’unico nel quale sia possibile animare battaglie dal basso che sfuggano alle gabbie, anzi alle grinfie, di poteri lontani da noi che hanno occupato istituzioni nazionali e sovranazionali, centri di comando che orientano i partiti italiani e che stanno spingendo al massimo grado la colonizzazione interna della Sardegna individuata, come sempre e più di sempre, quale area di sacrificio a favore di ogni altrove.
All’interno di questo orizzonte ideale, in questi anni, abbiamo animato battaglie importanti ad iniziare dalla nostra candidatura alle ultime elezioni regionali dentro un’aggregazione civica che non a caso abbiamo chiamato Sardigna R-esiste. Lo abbiamo fatto in maniera provocatoria per evitare che coloro che da decenni governano la Sardegna, una legislatura dopo l’altra, una volta in maggioranza e una volta all’opposizione, parlassero anche da soli. Non volevamo che le due grandi coalizioni, di centrodestra e di sedicente sinistra, dopo aver dato prova di grandi incapacità, come è dimostrato dal continuo peggioramento delle condizioni di vita dei sardi, potessero anche confondere le acque indisturbate, con narrazioni appositamente costruite, senza che nessuno chiedesse loro almeno una assunzione di responsabilità.
Abbiamo animato una grande battaglia per il cambiamento della attuale legge elettorale senza il quale la Sardegna subirà ancora la condanna di una classe di governo mediocre, priva di visione che vada oltre la propria autoconservazione e pure vagamente parassitaria. Abbiamo animato, assieme ad altri, la Rete Sar-Degna Iniziativa Popolare che ha raccolto le firme per una nuova legge elettorale e abbiamo intrapreso, assieme ad altri, una iniziativa giudiziaria contro la Regione Sardegna che, senza discuterla, ha dichiarato inammissibile la nostra proposta. Aspettiamo fiduciosi che, a giugno, il giudice si pronunci.
Abbiamo animato, assieme ad altri, la battaglia dei comitati Pratobello all’interno dei quali molti Rossomori hanno generosamente riversato impegno e competenze rinunciando anche, per un fine superiore all’affermazione della loro appartenenza partitica. Generosità che molti devono ancora imparare.
Abbiamo proposto una legge regionale per la prevenzione ed il contrasto degli incendi boschivi, legge di cui la Sardegna, al contrario di tutte le altre regioni italiane è priva nonostante sia una di quelle più boscose. Benché la Presidente Todde e tutti i consiglieri regionali che ne sono stati destinatari ci abbiano ignorato ripresenteremo la stessa legge come proposta di iniziativa popolare accompagnata dalle firme di tutti quei sardi che comprendono il danno di un simile vuoto normativo e non hanno intenzione di vedere oziare un Consiglio Regionale improduttivo, come dimostra la scarsissima produzione legislativa sia in termini di quantità che di qualità.
Abbiamo impostato un’azione per impedire che il consiglio regionale violi ancora il diritto del popolo sardo a proporre leggi di iniziativa popolare come è successo per la legge Pratobello e per la proposta Liberamus su Votu. In collaborazione con altre associazioni di cittadini, sensibili come noi alla tutela degli strumenti di partecipazione popolare abbiamo già predisposto una proposta di legge per la quale raccoglieremo le firme.
Siamo intervenuti ripetutamente ed accoratamente contro la corsa al riarmo che sta proiettando l’Europa in una traiettoria di orrore, prendendo chiara posizione contro il militarismo con annesse servitù militari e produzione di armi in Sardegna.
Siamo intervenuti con autorevolezza sulle iniziative della regione Sardegna che rimaneggiano confusamente le norme sugli usi civici, operazione che, se andassero in porto, metterebbe in serio pericolo la tutela dei beni comuni.
Abbiamo più volte denunciato il collasso della sanità in Sardegna e l’incapacità della Giunta Todde di effettuare il benché minimo passo in avanti a salvaguardia del diritto alla salute. Molti Rossomori animano da anni comitati a difesa della sanità pubblica in diversi territori della Sardegna contrastando tagli devastanti di cui centro destra e centro sinistra sono responsabili alla pari.
Molti di noi siamo impegnati in diversi comitati di cittadini, sul fronte della tutela della risorsa idrica, che non coincide esattamente, come tenta di affermare la presidente Todde, con la difesa di Abbanoa che pur essendo interamante dei Comuni e della Regione, ha vessato all’inverosimile i cittadini sardi fino a subire sanzioni per condotte commerciali aggressive .
Molti Rossomori animano in Sardegna il dibattito sull’autodeterminazione e la lotta alle vecchie e nuove colonizzazioni con interventi autorevoli che inquadrano i temi dell’indipendentismo e del federalismo all’interno di precisi orizzonti concettuali e politici.
Alcuni di noi, all’interno di associazioni di pluridecennale attività, si occupano attivamente di diritti umani e della necessità di una loro tutela in tutti i luoghi in cui diritti e dignità delle persone vengono frequentemente violati: carceri, CPR, RSA, residenze per anziani, servizi psichiatrici e in generale tutti i luoghi nei quali vengono “confinate” le fragilità.
Insomma ci siamo detti che essere piccoli e fuori dai giochi non esclude affatto la possibilità di adempiere al diritto dovere di occuparci di noi, rappresentando e testimoniando le nostre proposte, i nostri valori e le nostre visioni.
Ieri, al congresso di Birori abbiamo, come da statuto, rinnovato gli organismi dirigenti del partito. All’unanimità gli iscritti hanno confermato me nel ruolo di segretaria nazionale e Giuseppe Mariano Delogu nel ruolo di presidente. Faremo del nostro meglio. Tutti assieme. Con coerenza e rigore.
Abbiamo anche modificato lo statuto del partito introducendo, accanto agli iscritti, le figure del simpatizzante e del sostenitore. I primi continueranno a versare la quota annuale di 10 euro partecipando di tutte le prerogative dell’assemblea che assume ogni decisione e vota, senza deleghe, secondo la regola di una testa un voto. Il simpatizzante potrà scegliere di non tesserarsi ma aderisce al partito dando disponibilità a collaborare alle nostre attività ed iniziative. Il sostenitore potrà versare la quota associativa pur senza assumere impegno di militanza attiva.
Chiunque possa sentirsi vicino ai RossoMori, de Sardigna e si riconosca in uno di questi profili: iscritto, simpatizzante o sostenitore o semplicemente vorrà assumere ulteriori informazioni potrà prendere contatto con noi ed essere nostro compagno di viaggio. Un caloroso ringraziamento a tutti.









