Per la forza del diritto, contro il diritto della forza

Nelle ultime ore l’esercito degli Stati Uniti d’America ha lanciato un attacco illegale contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Il Presidente in carica, Nicolas Maduro, è stato sequestrato dalle forze speciali americane e tradotto verso New York.

Con questa proditoria azione piratesca gli Stati Uniti contribuiscono a sgretolare uno dei pilastri fondamentali del Diritto Internazionale, ovvero che uno Stato non può aggredirne un altro se non in caso di autodifesa e con l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, come già successo in altri scenari.

Sul mondo è ormai caduta la nera ombra del militarismo imperialista, della legge del più forte sul più debole, e anche la piccola foglia di fico del Diritto Internazionale rappresenta un ingombro intollerabile per le aspirazioni rapaci dei nuovi nazionalismi e sovranismi reazionari.

Ogni atto di aggressione conto l’autorità politica di un altro Stato rappresenta, in base alla Risoluzione N. 3314/1974, (https://www.un.org/ru/documents/decl_conv/conventions/aggression.shtml) un crimine internazionale.

Ogni Stato esercita un’autorità esclusiva sul proprio territorio e l’attacco armato americano rappresenta una gravissima violazione della sovranità, dell’indipendenza e dell’autodeterminazione del Popolo Venezuelano.

Il sequestro del Presidente Maduro rappresenta un crimine, in violazione dell’immunità personale assoluta rispetto alla giurisdizione penale straniera, e in assenza di un mandato di cattura di un tribunale competente.

Il Partito dei Rossomori de Sardigna condanna con forza questa ennesima e palese violazione della legalità internazionale; mentre le autocrazie reazionarie del mondo – ovunque siano installate – si prendono gioco delle regole, ritiene necessario potenziare più che in passato la funzione equilibratrice dell’ONU, con importanti modifiche al suo statuto (come l’eliminazione del ricorso ai veti che ne impediscono il regolare funzionamento) per evitare che il diritto della forza sostituisca la forza del diritto.

Respingiamo con sdegno le ridicole motivazioni addotte dall’aggressore imperialista, il quale attua già da anni nei confronti del Venezuela una politica di aggressione piratesca, di angheria economica, di pressione politica indebita, allo scopo di impadronirsi delle cospicue riserve petrolifere venezuelane e ripristinare un presunto diritto imperiale su tutto il continente americano, oggi ribattezzato “dottrina Donroe”.

Ci stringiamo con spirito internazionalista a tutto il Popolo venezuelano, alle maestranze operaie e contadine, ai sindacati, alle organizzazioni della società civile, alle forze di difesa bolivariane e piangiamo insieme a loro le vittime innocenti dei bombardamenti illegali sulle infrastrutture del Paese.

Condividiamo gli appelli delle forze governative, politiche e sociali che in questo momento si levano dal Continente latino-americano, a difesa della propria dignità e integrità.

Nei confronti di tutte quelle forze politiche e governative che, in Italia e in Europa, chiudono gli occhi davanti alle nefandezze di Israele e degli USA, mentre scatenano una corsa al riarmo e delegano alla NATO la politica estera europea, possiamo provare solo il massimo disprezzo possibile: quando si tratta di coprire i crimini occidentali, la cantilena dell’aggredito e dell’aggressore, magicamente si inceppa.

Le residue forze del progresso e della giustizia sociale si uniscano per costruire reti di resistenza, solidarietà e denuncia.

Non permetteremo senza lottare che le grandi potenze imperialiste e capitaliste tornino a favorire una logica di spartizione, in base alla quale dividere il Mondo in zone di influenza, su cui avere mano libera.

Vogliamo vivere in un Mondo libero dalle logiche di potenza, multi-polare e multi-popolare, governato democraticamente, coralmente e auto-determinatamente da tutti i popoli liberi del Mondo.

Oggi più di ieri, possiamo affermare quanto avesse ragione Rosa Luxemburg: “o socialismo, o barbarie!”. O quanto fosse giusto ciò che affermava il Presidente Pertini: “Si chiudano gli arsenali, si spalanchino i granai”.

Un monito quanto mai valido, per la Sardegna, per l’Europa, per l’umanità tutta e il suo incerto futuro.

La Segreteria dei Rossomori de Sardigna

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