Caro Danilo e cari aderenti a Sardegna Chiama Sardegna,
abbiamo letto e discusso il documento portato alla nostra attenzione, per la qual cosa vi ringraziamo.
Pur condividendone alcuni elementi non riteniamo opportuno sottoscriverlo per alcune considerazione che brevemente vogliamo comunicarvi.
Abbiamo adottato, già dalle ultime elezioni regionali e ancora prima, dal congresso del 2020 una linea di distanza rispetto alle due grandi coalizioni che si avvicendano al governo della Sardegna certi che sia necessaria, in questa regione, la formazione di una alternativa di sinistra, anticolonialista, non cooptabile e non collusa, decisamente orientata al riconoscimento effettivo del diritto all’autodeterminazione.
Questa scelta porta con se la distanza da chiunque sia contiguo, ovviamente al Centro Destra, ma anche al Campo Largo o, ancor di più, a chi ne faccia parte organicamente con ruoli istituzionali.
Noi riteniamo inutile e fin’anche dannosa quella area di confine che mentre sorregge maggioranze di governo ricavandone vantaggi, votandone tutti i provvedimenti e depotenziando la forza di quell’area di dissenso che non trova espressione e rappresentanza, pretende di collaborare e a volte offrire aiuto al movimento proveniente dal basso animato dalle minoranze escluse e discriminate.
Questa scelta porta con se anche la necessità di lavorare per il recupero, in Sardegna e dovunque, di leggi elettorali democratiche, cosa che abbiamo fatto in solitudine e in qualche caso osteggiati da soggetti firmatari e proponenti il documento inviatoci.
Tra gli iscritti Rossomori è radicata la convinzione che, se i percorsi sono comuni, debbano esserlo realmente, il che non vuol dire escludere il dissenso o mettere in discussione l’identità di ogni soggetto in campo che anzi per noi è una ricchezza, ma significa coerenza e necessità di percorsi comuni almeno su questioni di fondo come ad esempio le alleanze e le intenzioni di alleanza, soprattutto quelle legittimamente approvate nei congressi e negli organismi dirigenti di ogni gruppo.
A noi pare che in questo momento grande sforzo debba essere fatto nei confronti delle gravissime inadempienze del governo regionale(in tutte le sue componenti nessuna esclusa) e che, viceversa, proporre una mozione contro il governo italiano fornisca un alibi (già ampiamente utilizzato dalla amministrazione Todde) per giustificare e cercare di occultare enormi incapacità politiche e amministrative accompagnate da sprechi di denaro pubblico intollerabili e da livelli di supponenza e prepotenza inauditi.
La maggioranza oggi al governo della regione ha ampiamente dimostrato di essere sorda alle richieste provenienti dall’esterno (nonostante il tardivo accoglimento in Consiglio della proposta di legge Pratobello a cui i Rossomori hanno ampiamente collaborato, la proposta di legge elettorale proporzionale di iniziativa popolare animata dal Partito Rossomori e dalla Rete Sardegna Iniziativa Popolare immotivatamente respinta, ragione per cui pende un nostro ricorso davanti al Tribunale di Cagliari, la Proposta di legge per la Prevenzione ed il Contrasto degli Incendi Boschivi inviata alla presidente Todde e a tutti i consiglieri regionali da Sardigna R-esiste e partito Rossomori ed ignorata nonostante il colpevole vuoto normativo che distingue la Sardegna dalle altre regioni d’Italia).
Per tutto ciò la nostra linea non prevede ulteriori passi di collaborazione o proposta, ma viceversa contempla uno scontro duro come merita un Governo Regionale non sorretto neanche lontanamente da minime capacità politiche che possano oggi rendere ipotizzabile una negoziazione produttiva con lo Stato Italiano che abbia come risultato il riconoscimento dei dovuti spazi di autogoverno e autodeterminazione diritti irrinunciabili del popolo sardo.
Vi salutiamo augurandovi buon lavoro
Lucia Chessa segretaria nazionale Partito Rossomori De Sardigna.
Giuseppe Delogu presidente Partito Rossomori de Sardigna
L’Assemblea dei Rossomori de Sardigna




