Con Determinazione 1125/53482 del 13/11/2025 la PricewaterhouseCoopers Business Services s.r.l. si è aggiudicata il bando per lo studio di fattibilità per la costituzione della Società Energetica della Sardegna.
Tale obbiettivo, previsto dal Piano Regionale di Sviluppo (PRS) 2024-2029, avrebbe il “compito di fungere da struttura di compensazione per l’accesso alle FER, così da promuovere le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), garantendo energia a tutti i cittadini e reinvestendo gli utili per sostenere lo sviluppo della transizione energetica”.
La Regione dichiara di essersi affidata ad una società esterna ad alta specializzazione non potendo provvedere con proprie competenza alla stesura del Piano e che per l’affidamento diretto da 135.000€ (il limite massimo oltre il quale non si potrebbe fare è 140.000€), hanno pesato la conoscenza diretta del modello prescelto (quello della Compagnia Valdaostana delle Acque), l’ individuazione di partner di alto livello professionale (Fieldfisher Studio Legale; UNICA), nonché l’ esperienza consolidata nel contesto energetico regionale.
Stranamente, una procedura precedente, senza affidamento diretto, è stata abbandonata, e non è inoltre chiaro che tipo di prestazione sarà resa alla voce “progettazione”.
Nel sito della società vengono indicate le ragioni fondanti dell’utilità nell’affiancamento ad aziende e istituzioni:
- mappatura delle scelte strategiche e di progetto;
- identificazione delle variabili attuali o prospettiche che possono condizionare il progetto;
- individuazione delle fonti di finanziamento più in linea con il progetto e le caratteristiche aziendali;
“Cruciali -affermano sempre nel sito- sono le scelte che si impongono alle aziende: Quali i mercati e le tecnologie? Quali i siti? Con quali modalità di investimento?”
Decisioni e priorità che ci riguardano da vicino, e che stanno sicuramente a cuore alle centinaia di sardi mobilitati nell’Isola contro la speculazione energetica, e ai 211.000 che hanno firmato la Pratobello24.
Ma di cosa si occupa concretamente questa società e come si è mossa finora nel mercato delle energie rinnovabili? Con quali visioni di sviluppo e di integrazione tecnologica?
Nel giornale online Traders Union, in un articolo del 6 maggio, l’autore specifica che la società “vede l’Italia come hub europeo per infrastrutture energetiche e AI”, e che l’Italia ha, dunque, le condizioni per affermarsi come hub europeo ad alto potenziale per lo sviluppo di infrastrutture energetiche e digitali dedicate ai servizi di AI.
L’emergente fabbisogno energetico generato dall’intelligenza artificiale e dalla progressiva espansione delle infrastrutture di data center sarebbero dunque centrali nello sviluppo e nella diffusione delle energie rinnovabili.
Inoltre, PwC nel 2019 ha agito in qualità di consulente legale in un accordo quadro finalizzato alla conclusione di una serie di contratti di acquisto di energia tra società internazionali operanti nel mercato dell’energia eolica e solare, da un lato, e i principali operatori europei nel mercato della produzione e commercializzazione di energia, dall’altro.
Il nostro Partito, da sempre schierato al fianco dei sardi che desiderano una transizione democratica ed egualitaria, in cui cittadini e piccole imprese siano i veri beneficiari e protagonisti, non può non mostrare preoccupazione per questo scenario, che alimenta la percezione del rischio che la Sardegna venga trasformata in una “piattaforma energetica esterna”, un “corridoio infrastrutturale” per bisogni industriali e finanziari alieni al fabbisogno energetico dei sardi e alle caratteristiche ambientali e paesaggistiche dell’Isola.
Soprattutto siamo ferocemente avversi ad un modello di diffusione di FER che va ad alimentare un’offerta di energia destinata all’Intelligenza Artificiale, ai Data Center, alle industrie del Nord Italia, relegando l’Isola come mera area di sacrificio che sostiene i costi ambientali e paesaggistici, e il popolo sardo quale soggetto espropriato, impoverito e marginalizzato, mentre il valore economico principale viene estratto altrove.
Il ruolo determinante in processi pubblici di grandi società di consulenza come PricewaterhouseCoopers, grandi utility e investitori internazionali sono da noi percepiti, dunque, come la conferma di un forte processo di tecnocratizzazione e centralità della finanza energetica che contribuisce a mettere all’angolo le comunità locali, i cittadini, i pastori, gli agricoltori e i piccoli operatori locali.
Nel discorso pubblico si parla spesso di CER (Comunità Energetiche Rinnovabili), ma il nostro Partito constata con amarezza che le CER rimangano marginali, e siamo francamente stanchi di un linguaggio della partecipazione che soccombe, nei fatti, alla forte centralizzazione industriale e finanziaria.
Riaffermiamo dunque i capisaldi della nostra politica energetica democratica, socialista ed autonomista:
- richiesta di maggiore controllo popolare;
- domanda di pianificazione territoriale;
- volontà di decidere limiti e criteri della transizione energetica;
E respingiamo con fermezza un modello al quale la Giunta sembra sostanzialmente riferirsi, e che non si discosta nei metodi e nelle finalità da quello del Governo Nazionale:
- scelte strategiche orientate da grandi operatori;
- costose consulenze esterne affidate a players energetici legati ad interessi finanziari esterni;
- logiche di mercato europee e internazionali avulse dal contesto e dalle necessità locali;
Ci stringiamo alle centinaia di cittadini che si stanno mobilitando da anni e rinnoviamo l’impegno del nostro Partito e dei suoi militanti per una vera transizione ecologica e per la giustizia climatica in Sardegna, traguardi ineludibili di una rivoluzione sociale e autonomista oggi più che mai necessaria.
Segreteria Nazionale Rossomori de Sardigna





