Prima udienza sul ricorso della Rete di iniziativa politica “Liberiamo il voto”

Comunicato stampa

Si è tenuta oggi 19 maggio presso il Tribunale di Cagliari la prima udienza del ricorso avviato dalla Rete di iniziativa popolare “Liberiamo il voto” (presieduta dalla Segretaria Nazionale dei Rossomori de Sardigna Lucia Chessa) contro la Regione Sardegna avverso la dichiarata “irricevibilità” di 8195 firme raccolte in relazione alla proposta di legge di iniziativa popolare per l’introduzione del regime proporzionale nelle elezioni del Consiglio Regionale (contro l’attuale sistema fortemente antidemocratico, che prevede inaccettabili soglie di sbarramento e altrettanto inaccettabili premi di maggioranza per la coalizione che vince, sistema che da diverse legislature impedisce a qualificate minoranze di partecipare alla vita politica regionale).

Tale ricorso intende opporsi alla decisione del Consiglio Regionale fondata su una presunta “prassi”, conseguente alla abrogazione dell’art.29 dello Statuto Speciale con la L. Cost.2/2001 (articolo che prevedeva la presentazione di 10.000 firme per una legge di iniziativa popolare).

Dalla abrogazione di tale articolo, a cui sarebbe dovuta seguire la adeguata normazione dell’istituto con legge Statutaria, sono passati 25 anni senza che nessun atto venisse adottato dal Consiglio Regionale, che pertanto è totalmente inadempiente ma soprattutto incide negativamente su un fondamentale diritto costituzionale che spetta al popolo: il diritto di poter svolgere, nelle forme previste dallo Statuto stesso, il potere legislativo al pari di Giunta e Consiglio.

Il ricorso concerne dunque una forte censura al mancato rispetto di diritti fondanti la Costituzione e lo Statuto sardo. Nonché all’iter procedurale seguito dalla Regione nel respingere l’istanza popolare, per una democrazia partecipata.

Tanto è stato ribadito nell’udienza al Giudice adito, che di conseguenza ha legittimamente accolto la richiesta della Regione dei termini di legge per ulteriori note.

Il Giudice ha dunque rimandato al 1°dicembre 2026 la decisione in merito.

Qualunque sarà l’esito, noi ci rimetteremo alla valutazione del Giudice, ma già sappiamo di aver faticosamente agito, con la coerenza che ci contraddistingue, per dare voce alla Sardegna e fare in modo che i sardi siano ascoltati.

Agito convintamente, supportati da quanto previsto in legge e nell’interpretazione della stessa.

 Rossomori de Sardigna

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