Segui i soldi e….

“Segui i soldi e troverai la mafia” Cit. Giovanni Falcone

ENI è una società per azioni controllata, attraverso Cassa Depositi e Prestiti e il Dipartimento del tesoro, dal Ministero dell’economia e delle finanze, cioè dallo Stato. Si occupa di produzione e distribuzione di energia e contiene al suo interno, in una mappa un po’ difficile da ricostruire per i non addetti ai lavori, una società, la Eni Plenitude, specializzata in produzione di energia da fonti rinnovabili.

Cassa Depositi e Prestiti invece ha una storia più lunga, che passa attraverso i Savoia, Cavour, il Regno Sardo Piemontese. Nata come una banca, ancora prima dell’Unità d’Italia, ora ha la forma di una società per azioni dove il più grande azionista è sempre lo Stato, ma una quota importante di azioni è riservata alle fondazioni bancarie, tra le quali la Fondazione Banco di Sardegna.

Quindi, se Falcone seguiva i soldi per trovare la mafia, a noi toccherà seguire i soldi per capire un po’ meglio cosa succede in Sardegna, chi sta decidendo di noi, chi sta determinando il destino della nostra terra e del nostro mare, chi ha progettato per noi un futuro da piattaforma energetica, da zona sacrificabile per produzioni energetiche necessarie altrove.

E allora seguiamoli i soldi per vedere dove ci portano.

E’ da tempo che Eni Plenitude, quindi Eni, quindi Cassa Depositi e Prestiti, quindi lo Stato, ha rivolto il suo sguardo “benevolo” alla Sardegna, nello specifico al mare davanti ad Olbia, Budoni, San Teodoro, Posada dove, a 30 km dalla costa, sono in progetto, ed in avanzato stato di definizione e di autorizzazione, la costruzione di 2 grandi impianti eolici capaci, di coprire il fabbisogno domestico di energia di quasi 2 milioni di famiglie. Lo stesso sguardo, Eni Plenitude lo ha rivolto al mare davanti alle coste del Sulcis dove è in lavorazione un parco eolico grande tanto da soddisfare il consumo di energia di altre 610.000 famiglie. Praticamente da solo produrrebbe una quantità di energia da rinnovabili pari a 3 volte quella prodotta in Liguria. Giusto per dire come viene ripartito il sacrificio tra le regioni d’Italia.

Quelle famiglie, però, non saremo noi. Quella energia prodotta qui, davanti alle nostre coste, ai nostri occhi, alle nostre aspirazioni di sviluppo turistico, di tutela del mare, di valorizzazione della pesca, transiterà appena in Sardegna e, senza contropartita alcuna, senza il potere di alcuna nostra decisione, partirà direttamente verso le famiglie e le imprese italiane e sarà per loro si, veramente “pulita”. Per loro ma non per noi.

La destra italiana che oggi governa l’Italia, e a seguire quella sarda, ha deciso, in continuità del resto con i governi precedenti ad iniziare da quello di Mario Draghi (PD, 5Stelle, Lega, Forza Italia).

Tutti hanno deciso e perseguono caparbiamente l’obiettivo. Ci vogliono zona di produzione energetica a tutti costi, compreso quello di espiantare ogni altra prospettiva, ogni altra opportunità, ogni nostra pretesa di autodeterminarci.

E nel mentre, la Regione Sardegna, cosa fa? Si oppone? Si indigna? Fa finta?

Per rispondere occorre anche qui seguire i soldi.

Il 17 di Ottobre, il vice presidente della Regione Sardegna, nonché assessore regionale al bilancio e alla programmazione, onorevole Giuseppe Meloni, del PD, ha firmato un “importante” protocollo d’intesa con Cassa Depositi e Prestiti, inaugurando a Cagliari, per l’occasione, come a suggellare quell’accordo, una sede dell’istituto finanziario che servirebbe a “facilitare la condivisione di progetti”.

Cosa prevede l’accordo definito gioiosamente “ innovativo”? Prevede che la regione Sardegna consegni, versi, “affidi in gestione” a Cassa Depositi e Prestiti 135milioni di euro di fondi regionali europei “ al fine di accelerare l’utilizzo delle risorse a disposizione”. Risorse destinate a “favorire lo sviluppo sostenibile del territorio e la competitività del sistema produttivo e l’efficienza energetica”.

Praticamente la Cassa Depositi e Prestiti gestirà le risorse della Regione Sardegna, l’individuerà i progetti finalizzati alla transizione energetica verso fonti rinnovabili e ne curerà la realizzazione.

Ma che bravi! Una resa praticamente. Una resa senza condizioni. Noi ci mettiamo i soldi, loro ci mettono le scelte, anche quando queste ci schiacciano e ci arrecano danno.

Ora, io mi rivolgo in maniera diretta a voi. Variopinti esponenti politici di centro destra e di centrosinistra, variamente posizionati a Cagliari e a Roma, che fate quotidianamente il teatrino dello scaricabarile, dei difensori della autonomia speciale della Sardegna, dei paladini della sua integrità sociale, economica e culturale. Guardate che si vede da lontano che state cavalcando onde che non sono vostre. Che forti dei poteri auto replicanti che vi siete dati, come leggi elettorali che vi riportano al governo ogni 5 anni, in un movimento circolare insulso e improduttivo, la dovete smettere di nascondervi dietro un dito.

State devastando questa terra e chi la abita e pretendete di accreditarvi anche come i suoi custodi. Ma non ne avete la stoffa, né l’altezza, e a volte neanche l’onestà

Lucia Chessa Segretaria Nazionale dei Rossomori de Sardigna

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