Respondèo

Abbiamo ascoltato l’informativa di Giorgia Meloni alle Camere prima di leggerne il resoconto sui giornali.

Con parole vuote, prive di aggancio con la realtà, la Presidente Meloni ci ha reso il racconto di un paese dove l’occupazione cresce, si rafforza il potere d’acquisto per le famiglie, è semplificato il rapporto dei cittadini con la pubblica amministrazione, gli investimenti esteri in Italia sono in aumento, così come le esportazioni “tricolore” che resistono ai dazi americani.

Dove le avrà viste queste cose non si sa e non è dato di sapere.

Balle multicolori, ad uso di chi ha memoria corta, accompagnate dalla solita costruzione narrativa della vittima ostacolata dall’opposizione, dalla magistratura, dalla congiuntura internazionale, da quanto ereditato. Vittima che resiste naturalmente, e rilancia la sfida, se no cade il mito della combattente senza macchia e senza paura.

Nessuna critica ai criminali suoi amici che hanno scatenato la guerra in Medio Oriente e tengono quella regione in un continuo bagno di sangue. Viceversa parole ridicole che intimano all’Iran di non allargare il conflitto e di non pretendere il controllo dello Stretto di Hormuz. E poi deresponsabilizzazione rispetto alle sue scelte europeiste e al suo indiscusso atlantismo perché così sono le cose da 80 anni e a quanto pare, per lei, così debbono rimanere.

Una bassezza morale ed istituzionale disarmante che del resto, purtroppo, la vedono in ottima compagnia nei banchi della opposizione di sinistra. PD, 5Stelle e compagnia non hanno credito, né statura, né autorevolezza per contrapporsi in maniera credibile al nulla pericoloso di questo governo in carica. Non hanno le qualità che sarebbero necessarie per ridiscutere tutto e rifondare un mondo che annaspa nel sangue di guerre criminali, nelle disuguaglianze, nella scomparsa del diritto, nel potere sterminato delle oligarchie, nel parassitismo, nello sfruttamento di uomini e territori e nell’utilizzo privato di beni comuni.

Noi contiamo sulle resistenze locali. Sul senso di cittadinanza di singoli e di piccoli gruppi. Sulle azioni dal basso, sulla fede democratica di pochi resistenti, sulla lucidità di analisi di poche teste pensanti non allineate che non aspirano ad essere cooptate. Su quel poco di etica politica che deve sopravvive per forza.

E, a dispetto di ciò che abbiamo attorno, noi pensiamo anche che i tempi siano maturi per discutere la fine della NATO e chiediamo la fine del riarmo dei singoli stati che sta sottraendo risorse essenziali per garantire diritti e protezione sociale. Noi riteniamo sia anche ora di ripensare ad un’Europa federale, dei popoli, non delle banche e delle lobby. Un’Europa dove trovino finalmente applicazione il principio di autodeterminazione, il riconoscimento delle nazioni senza Stato, il ripudio della guerra.

Lucia Chessa segretaria nazionale Rossomori de Sardigna

Giuseppe Mariano Delogu presidente Rossomori de Sardigna

Assemblea degli iscritti Rossomori de Sardigna

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