Semplificando al massimo, in Italia funziona così. La collettività costruisce gli aeroporti investendo soldi di tutti: miei, suoi, tuoi.
Poi le strade sono due. O la parte pubblica li gestisce direttamente, attraverso i comuni per esempio, o le regioni, o le città metropolitane, oppure li da in gestione a soggetti privati che ci fanno grandi affari. Quand’anche avvenga questo però, la parte pubblica tende sempre a conservare una quota di proprietà tale da poter controllare le decisioni importanti che riguardano gli scali. Perché, chi conosce il settore, sa bene che una società di gestione può far vivere e crescere un aeroporto, oppure può farlo vivacchiare, o ancora può farlo morire, con tutto ciò che comporta sul diritto dei cittadini alla mobilità. Ma soprattutto, quando la scelta ricade sulla gestione privata, si fanno dei bandi pubblici, così che il soggetto che si aggiudicherà quella miniera d’oro che sono gli aeroporti, dove tranne l’aria paghiamo tutto, dovrà vincere una gara.
In Sardegna però non fanno così. In questo sembriamo davvero una repubblica autonoma. Con il parere negativo della Corte dei Conti e le riserve espresse da altri organi di controllo, la presidente Todde e la sua Giunta, la Camera di Commercio di Cagliari, assieme al fondo di investimenti predestinato a gestire tutti gli aeroporti sardi, denominato F2i Ligantia, hanno intrapreso un’altra via.
Niente bando pubblico che metta in concorrenza tra loro i privati aspiranti alla gallina dalle uova d’oro, niente gara, ripartizione delle quote di proprietà tali per cui la parte pubblica non potrà dire manco “BA” sulla gestione fatta eccezione solo nel caso in cui a qualcuno venga in mente di chiudere un aeroporto per più di 6 mesi. In quel caso, la Regione potrà porre un veto.
Caspita! Che bell’affare. In Una botte di ferro ci stanno mettendo.
Io non sto a ripetere le mille e una ragione per le quali ciò che vogliono fare sugli aeroporti sardi e dunque sul nostro diritto alla mobilità è inaccettabile. Preferisco rinviare a tutto ciò che ho scritto in proposito negli ultimi mesi e che si trova in questo profilo.
Ciò che voglio comunicare è che non tutti ci adeguiamo. Non tutti siamo sensibili agli input che provengono dai piani alti della politica, della editoria, dei poteri economici e finanziari che spadroneggiano in questa terra. Non tutti siamo proprio proprio disponibili a farci mangiare ogni tipo di pastasciutta in testa senza neanche provare una reazione. E allora, 5 cittadini tra cui io e Giuseppe Mariano Delogu, e due associazioni abbiamo firmato e depositato un ricorso al Presidente della Repubblica chiedendo l’annullamento degli atti prodotti dalla Regione Sardegna e dalla Camera di Commercio di Cagliari finalizzati alla consegna degli aeroporti sardi nelle mani di un unico gestore privato. Un grande ringraziamento allo studio legale degli avvocati prof. Andrea Pubusa e Paolo Pubusa






