In difesa dei diritti e delle libertà democratiche. inviato il 02.09.2026

A Nuoro un episodio che interroga le istituzioni e richiede chiarezza.

Nel leggere articoli e commenti, che hanno acceso un forte dibattito sulla festa nuorese del Redentore, in particolare se debba esserle attribuito uno spirito laico di sfilata o religioso di cammino, preme invece denunciare un fatto di gravità preoccupante occorso ai danni dei principi democratici fondamentali. Ciò si fa nel rispetto di tutte le posizioni (che qua non sono di interesse), per evidenziare che, proprio nei giorni in cui si celebrava il simbolo della nuoresità, fatta di devozione, fede e ospitalità, un episodio increscioso avveniva a pochi metri di distanza dai luoghi delle celebrazioni. Nel contesto cittadino del “bagno di folla”, che Nuoro sabato 22 agosto si pregiava di accogliere, con sfilate e ospiti regionali, nazionali e internazionali, in un quadro di confronti istituzionali civili e religiosi (ancora tutti da comprendere, se non già chiari), accadeva pure altro. Un libero cittadino di rientro dal contestuale sit-in pro Palestina, regolarmente autorizzato, si trovava a essere vittima di un comportamento abnorme da parte di un agente di pattuglia della Polizia di Stato. Infatti, nel tardo pomeriggio egli, intento a percorrere a piedi un viottolo nei pressi del luogo delle celebrazioni (con appunto in mano la bandiera della Palestina) veniva seguito da una gazzella della Polizia di Stato, e quindi fermato, identificato, nonché sottoposto a perquisizione personale. Ma vi è di più, poiché, all’atto della riconsegna dei documenti, lo stesso agente spiacevolmente proferiva le parole: “Riprenditi questa bandiera dell’uz (?) e pensiamo all’Italia”. Invero, dapprima, senza offrire alcuna motivazione, gli veniva ordinato lo svuotamento delle tasche, che in realtà erano già vuote, e del borsello (che custodiva portafoglio e chiavi della macchina). A seguire, come se ciò non bastasse, si giungeva pure a esprimere giudizi sulla sua libertà di pensiero e azione, con toni equivoci e molto spiacevoli. Il caso volle che si trattasse di un dirigente del Partito Rossomori de Sardigna persona perbene e di grande dignità, ma anche curiosa di informarsi successivamente sulla correttezza dell’operato cui egli era stato sottoposto, con l’assistenza dall’avvocato Stefania Murru del Foro di Nuoro. È opportuno chiarire che non si discute il potere discrezionale della Pubblica Sicurezza a poter attuare tutte le verifiche del caso, nei modi consentiti dalla legge, per la difesa della sicurezza di tutti noi. Ma desta preoccupazione che, nei confronti di un cittadino, si mostri il comportamento descritto, tanto più essendosi egli subito preoccupato di giustificare il proprio camminare con passo sostenuto per raggiungere la propria vettura; sì da poter egli garantire un passaggio a due persone anziane impossibilitate a camminare per stanchezza. Il senso di rispetto per le Forze dell’ordine ci ha spinto a fare una segnalazione alla Prefettura di Nuoro, in veste di autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, che sovraintende al coordinamento delle Forze di Polizia, che prontamente si è attivata per valutare e avviare le procedure che riterrà opportune. Perciò attendiamo fiduciosi risposte in merito. Ma l’abnormità e l’arbitrarietà manifestate da chi è chiamato a tutelarci, qualora non siano rispettose della legge e dei diritti della persona, creano gravi sentimenti di inquietudine e imbarazzo. Tanto si ritiene doveroso segnalare a difesa dei principi di democrazia interna e internazionale, di dignità e libertà personale e di pensiero, sempre più calpestati, che richiamano al dovere di denuncia contro tutti gli abusi di potere.

SEGRETERIA ROSSOMORI DE SARDIGNA 2

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